A partire dagli inizi dell’800 con le prime ascensioni in pallone fino alla seconda guerra mondiale, la città di Faenza è stata al centro di avvenimenti curiosi quanto significativi: basti citare l’aeronauta Cirillo Stephenson che donò parte del magro incasso del suo spettacolo ai poveri, la bizzarra figura di Sbrinz, un pioniere incompreso che tentò di far volare un suo ingegnoso modello di aeroplano nel gioco del pallone a bracciale in Porta Montanara, i voli nel 1910 di Luigi Massari, il primo aviatore faentino.
L’autore ha lavorato quasi due anni per portare alla luce vicende inedite, attraverso minuziose ricerche, avvalendosi della collaborazione dei protagonisti e delle loro famiglie.