Si tratta di un cofanetto che raccoglie quattro titoli precedenti dell'autrice Anna Andrini.
I - Fasì la cut: raccolta di quasi un’ottantina di giochi con i quali si divertivano i nostri nonni. Anche se descritti nelle varianti locali, questi giochi hanno, in molti casi, numerose caratteristiche comuni a quelli dei bambini di altri luoghi, anche lontani.I materiali usati sono quasi sempre “poveri”, di recupe-ro, ma il divertimento sta nell’originalità dell’uso dei mate-riali e nella fantasia della realizza-zione.
II - Pasta e fagioli al venerdì: attraverso il cibo, i modi e gli strumenti per cucinarlo si indivi-duano molti aspetti importanti della cultura di una popolazione. L’autrice, dopo numerosi incontri con un gruppo di anziani, descrive in questo libro oltre un centinaio di ricette tradizionali, che vanno dalle piade alle marmellate e ai liquori, passando per primi, secondi, contorni e dolci. Leggendole si va alla scoperta di ingredienti ormai dimenticati, a volte quasi irreperi-bili, e di strumenti insoliti, come il “pettine” per foggiare i “garganelli”, che era una parte del telaio per tessere la tela nelle case contadine.
III - Per fede e per scaramanzia: per Santa Lucia si saldano i conti in sospeso e si mangiano i granchi alla fiera; a Natale si brucia il “Pater noster” e si indossa una camicia nuova per tenere lontani i malanni. Contro la grandine si accende il cero della Candelora; di venerdì non si semina. Queste sono alcune delle indicazioni di cui è ricca la tradizione contadina, argomento di questo libro. Leggendone le pagine ci si addentra in un mondo già scomparso, del quale anche il ricordo è in via di estinzione, vivo nella sua interezza soltanto nella memoria dei più anziani. Vi si ritrova una società legata forte-mente alla vita rurale, ai ritmi delle stagioni e delle colture agricole, conosciuta dalle generazioni meno attempate solo in parte, fatta intuire ai più giovani solo attraverso i ricordi di nonni o genitori.
IV - La fatica e l'ingegno: le tecniche per la costruzione di buone ruote per i carri si traman-davano di padre in figlio ed erano custodite gelosamente. Togliere le macchie dagli abiti e dalla bian-cheria richiedeva competenza e conoscenza di alcuni "segreti". Ricavare filati e tessuti dalla canapa era un'operazione lunga e complessa che giungeva a termine grazie all'intervento di molte persone. L'abilità di chi praticava un mestiere, cioè lavorava applicando precise conoscenze, che aveva acquisito con anni di apprendistato presso "maestri" esperti, e che sarebbe andato affinando nei successivi anni di esperienza lavorativa, viene esaminata in numerosi suoi aspetti. Leggendo la descrizione degli antichi mestieri qui presentati, si ritrovano non solo gli elementi essenziali di ciascuna attività, altrimenti destinati ad un rapido oblio, ma si scoprono anche gli accorgimenti e le trovate originali che la passione di ciascuno ispirava per svolgere il proprio compito nel migliore dei modi.