Vincitore del Premio Vallesenio 2009 per la sezione Saggistica, questo volume raccoglie su carta le emozioni, le storie e la vita dei grandi personaggi del ciclismo romagnolo. E’ però un’opera diversa da quella che avrebbe potuto scrivere un giornalista o uno scrittore, questa è uno specchio tra il ciclista e il lettore. Sono infatti i protagonisti (o i loro cari) a parlare, a raccontare stralci di vita, di pedalate e di fatica. Neri ha selezionato tra i grandi professionisti romagnoli sedici nomi e, mettendoli assieme, ha creato un racconto della storia del nostro ‘900. Attraverso le numerose fotografie qui raccolte nasce infatti una storia fotografica di tutto il secolo scorso. Ma non è un libro di sole foto, ci sono anche le parole dei campioni che raccontano momenti di vita: rapporti con i gregari, la famiglia, gli amici e grazie a questi ricordi si fa la storia del ciclismo. Partendo da un ciclismo «pionieristico» e quasi epico fatto di strade, ghiaia e fango tra Alpi e Pirenei (con Gordini ad esempio), passando dal ciclismo-sport popolare, con i campioni-celebrità dell’epoca «Coppi e Bartali», fino al ciclismo attuale. Il libro si chiude con Marco Pantani, che con le sue gesta aveva riportato il ciclismo in voga come un tempo.
I campioni che raccontano le loro vicende in prima persona o tramite famigliari e amici sono Michele Gordini (una memoria autobiografica e il racconto delle figlie Adelma e Lorena), Mario Vicini (racconto della figlia Carla), Glauco Servadei (racconto del figlio Furio), Aldo Ronconi, Vito Ortelli, Luciano Pezzi (racconto della sorella Leyla), Umberto Drei (racconto della moglie Jone), Giuseppe Minardi, Diego Ronchini (racconto dei fratelli Bruno e Remo), Ercole Baldini, Arnaldo Pambianco, Alfio Vandi, Davide Cassani, Roberto Conti, Fabiano Fontanelli, Marco Pantani (racconto di Giuseppe Roncucci, suo direttore sportivo alla Giacobazzi). Come dice l’autore, possiamo quindi definire questo volume un «libro-reality», ma in senso positivo: sulla carta sono i corridori che parlano e le 400 illustrazioni sono quelle che loro personalmente hanno voluto conservare nei loro cassetti e sulle pareti di casa.
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I commenti dei lettori (1)
ore 18:21 del 16 ottobre 2009
Franco Gramantieri, Solarolo (Ravenna)
Sono un amico e un estimatore di Ivan. Abito a 25 metri da casa sua, si può dire che l'ho visto nascere. Si merita tantissimo questo premio e sono a conoscenza di quanto tempo e con quanta caparbietà abbia voluto questa opera. Il riconoscimento ad Ivan è un vanto per il Solarolo.
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