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Giralapagina edizioni

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ISBN 978-88-6942-022-1.

Argomento:

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Si può dare la Verità in mano a un bambino senza mandare in frantumi i suoi sogni? È possibile, e a dimostrarlo sono sette “letterine” dello scrittore bambino all’editore. Che bambino non può essere. Lo è invece Sante Boldrini che ci regala pagine di fresche Verità a cui gli adulti più non pensano, dandole per scontate e a cui i piccoli non possono accedere, perché non ci sono accanto a loro i grandi a tramandargliele: a voce, come facevano i padri di un tempo che appare lontanissimo, ma che in realtà va appena oltre il mezzo secolo. Quale Verità può tramandare oggi un padre al suo figliolo attraverso una già antiquata mail, oppure con un tweet?

Informazioni aggiuntive

Sottotitolo

Sette lettere di uno scrittore bambino a un editore

Formato

15 x 21

Pagine

64

Pubblicazione

novembre 2015

Confezione

brossura

2 recensioni per Giralapagina edizioni

  1. :

    Tratto da “La Voce di Romagna” del 31/12

    Un vero libro per le feste, invece, è quello di Sante Boldrini, impiegato presso la Biblioteca dell’Università di Forlì. Il libro s’intitola Giralapagina edizioni ed è costruito intorno a «Sette lettere di uno scrittore bambino a un editore», dedicato «a tutti i bambini che sanno ancora meravigliarsi del bello e del buono nel vero, ma, ahimè!, non si sanno difendere dall’imbroglio di chi usa le parole come strumento di sopraffazione».
    Parola di Sante, questo è «un librettino che comunque lo metti resta sempre aperto ad ogni tipo di esplorazione, di introspezione… di trasparenza tra il mondo materiale e l’immateriale della coscienza che si esercita nell’esperienza di ogni giorno. Le sette lettere di uno scrittore bambino a un editore sono la voce matura in un corpo di bambino che si rivolge al Signor Editore e lo fa con l’ingenua fanciullezza che sa però scavare nelle più intime profondità fino a spiazzare il più sapiente degli interlocutori». Il libro, dal piglio filosofico nel senso più luminoso del termine («Se non ci conosciamo a fondo, come possiamo dire chi siamo?»), è adatto all’adulto che vuole ristorarsi con parole benefiche come al bimbo (grazie anche alla «lettura parallela ed altra» composta dalle illustrazioni).

  2. :

    Tratta dal “Nuovo Diario Messaggero” del 23 gennaio 2016

    “Come un uccello non può fare a meno di cinguettare, Sante Boldrini non può fare a meno di scrivere. L’ispirazione non gli manca, soprattutto negli aforismi. Quella che apparentemente gli manca talvolta è la modestia, o meglio la pazienza; il che non significa che abbia torto, quando si spazientisce perché non è fatto oggetto di un’adeguata considerazione, oppure quando i suoi sussiegosi interlocutori – soprattutto gli editori ma anche gli intellettuali in genere – lo fanno sentire un intruso. Del resto, egli si mostra capace di insistere e tornare alla carica, non tanto per vendere un “prodotto” (nella società attuale anche lo scritto è trattato come un prodotto commerciale, senza curarsi del fatto che c’è di mezzo la sacralità di una persona), quanto per proporre il confronto e attirare l’attenzione sul mistero. Per questo, personalmente lo considero un “cercatore di Dio” e trovo che apre la mente del lettore. Non è mai banale, neanche quando si compiace di un bel giro di frase o di un ragionamento azzardato. L’uccello che cinguetta agita anche le ali, per richiamare l’attenzione, e magari usa il becco per attaccare chi lo disturba. Non usa però gli artigli, nel nostro caso: Boldrini non appartiene alla specie dei rapaci. Quando mi trovo in disaccordo, mi chiedo se sono io che non riesco a spiegargliene il motivo oppure è lui che non entra nel mio sistema concettuale, avendo una base filosofica molto diversa dalla mia. Sta di fatto che ciascuno di noi va per la propria strada, ma riconosco che la sua è pur sempre una strada e mi pare che entrambi stiamo camminando verso una meta, sia pure con percorsi diversi. Spero che Boldrini non smetta di scrivere, arrendendosi alle difficoltà economiche. Spero che sua moglie sia ancora abile illustratrice, come lo è stata in questo caso. Spero che i lettori non vengano meno perché, come c’è chi ha bisogno di esprimersi, c’è chi ha bisogno di ricevere stimoli. Le sette lettere all’editore Giralapagina sono gustose, ricche di spunti arguti, tanto è vero che un editore lo hanno trovato. Spero che il rapporto tra le due parti prosegua. Nel libro dell’Apocalisse vi sono sette lettere, che fanno da prologo a tutte le successive sublimi visioni: spero che anche le lettere di Boldrini siano un prologo.

    Monsignor Tommaso Ghirelli – Vescovo di Imola

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