Neri Ivan

Nato nel 1978, vive in «terra d’arte», a Solarolo paese di grandi campioni, laureato in Storia Contemporanea, Ivan Neri è un amante del ciclismo e lo certificano i suoi testi, già autore di un volume che ha come filo conduttore il mondo delle biciclette, continua con questa sua seconda opera. Questa sua passione nasce quasi per caso. Durante gli studi universitari Ivan «spolvera» dal garage di casa una vecchia bici da corsa che lui definisce dell’epoca «avanti Merckx» ed è come un sogno. Alla fatica su quei pedali si bilancia la felicità dei risultati raggiunti, del contatto con la natura e della passione che cresce. Dopo un anno in solitaria, l’incontro su due ruote con il dottor Marco Magnani, medico dei professionisti e amico di sempre, gli apre un nuovo mondo: nuovo telaio (ovvero il vecchio telaio in carbonio del dottore, un TVT fucsia del ’92) e l’incontro con tanti personaggi del ciclismo nostrano. Ma il secondo incontro più importante è con il meccanico Dino Falconi: che diventa lo «zio Dino» per l’autore e che lo accoglie per ore nella sua bottega. Aumentano i chilometri fatti in bicicletta (più di 15000 all’anno) e Ivan partecipa anche a qualche Gran Fondo e intanto si avvicina il momento della tesi di laurea. Grazie alle conoscenze acquisite nel tempo (come ad esempio Vito Ortelli, grande ciclista e artigiano) decide di fare la tesi sull’artigianato della bicicletta e dal successivo incontro con l’editore Walter Berti, nasce il suo primo libro "Artigiani e biciclette in Romagna nel '900" (Walberti, 2006). Andando a casa di artigiani, professionisti ed ex professionisti Ivan entra in quello che ha definito un vortice, parlando con loro, guardando le loro fotografie, quelle vere, tenute nei cassetti o alla rinfusa dentro vecchie scatole per camicie pensa che esse rappresentino una grande testimonianza storica di uno sport molto bello e così nasce l’idea per questo secondo lavoro.

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